Lo sguardo necessario : l’ Arte come organo di senso sociale

Lo sguardo necessario : l’ Arte come organo di senso sociale

Se la politica è l’ organizzazione della società e il linguaggio è il suo strumento di analisi, l’ arte ne è il sistema nervoso. In un mondo saturato da immagini usa-e-getta e algoritmi che premiano il “già visto”, l’ arte ha il compito di rompere l’ abitudine. Non è decorazione, ma un organo di senso supplementare che ci permette di vedere ciò che è diventato invisibile per assuefazione.

L’ Arte contro l’ “anestesia sociale”: oggi viviamo in uno stato di anestesia percettiva.
Siamo bombardati da immagini di crisi, conflitti e bellezza artificiale, ma raramente queste ci “toccano”. L’arte contemporanea, il cinema d’autore, la musica e il teatro hanno la funzione di riattivare la sensibilità.

Il Cinema: non è solo narrazione, ma gestione del tempo e dello sguardo. Un film che ci costringe a un ritmo lento ci educa alla pazienza, contrapponendosi alla frenesia del consumo digitale.

Le arti visive: un’installazione o un dipinto non devono “piacere”, devono “interrogare”.
L’ arte è politica quando ci costringe a rinegoziare la nostra posizione nello spazio e verso l’ altro.

Il valore dell’ “inutile” (che è Indispensabile)
In una società dominata dal pragmatismo e dal profitto, l’ arte viene spesso accusata di essere “inutile”. Ma è proprio in questa gratuità che risiede la sua forza sovversiva. L’ arte non serve a produrre oggetti, serve a produrre significati.
Quando ascoltiamo un pezzo musicale che ci commuove o assistiamo a una performance teatrale che ci turba, stiamo uscendo dalla logica del “dare per avere”. Stiamo recuperando la nostra umanità più profonda, quella che non risponde a logiche di mercato.

L’ impatto sociale: l’ Arte come “Spazio pubblico”
L’ arte ha una funzione civile perché crea una memoria collettiva. Un monumento, una canzone di protesta o un film documentario diventano parte del patrimonio di una comunità, definendo chi siamo e chi vogliamo essere. In questo senso, l’analisi critica delle forme artistiche è necessaria per capire verso quale direzione si sta muovendo la nostra sensibilità culturale.

Mentre la politica spesso divide il mondo in fazioni, l’ arte ha la capacità unica di contenere le contraddizioni senza doverle risolvere.

Per esempio un’ opera teatrale può mostrarci le ragioni del “carnefice” e quelle della “vittima” contemporaneamente, costringendoci a uscire dal giudizio sommario.

Ci insegna insegna a frequentare l’ ambiguità: in un mondo che vuole risposte in 280 caratteri, l’ arte ci riabita alla pazienza dell’ interpretazione.

Al giorno d’ oggi , con l’ introduzione dell’ intelligenza artificiale, si è propensi a ritenere che l’ arte diventi sempre più inutile e che possa essere cancellata dalle società, cosa che può avvenire! Perchè ricordiamoci che dietro le tecnologie ci sono sempre e comunque gli esseri umani (almeno nella fase iniziale, visto che le A.I. possono facilmente autorigenerarsi) che a volte preferiscono imprimere la loro visione della realtà.

Contro la “dittatura dell’Algoritmo” è necessaria inoltre la scoperta dell’ inatteso.
Oggi il nostro gusto è “addomesticato” dai suggerimenti automatici (“Ti potrebbe piacere anche…”), (” A Tizio piace questo.. e a Caio quello”)
L’ arte autentica, invece, è ciò che non ti aspetti ed è diretta , senza suggerimenti.

Vedremo come si è è sviluppata la creatività nel tempo e a cosa ha dato forma.

Per questi motivi vedremo il potere sovversivo dell’ Immagine e del Suono
In questa rubrica esploreremo come certi linguaggi artistici riescano a superare la censura o il disinteresse attraverso la metafora.

Analizzeremo come le sottoculture musicali (dal jazz al punk, dal rap all’ hip-pop, fino alle avanguardie elettroniche) siano state spesso il primo segnale di un cambiamento sismico nella società, ben prima che la politica se ne accorgesse.

Vedremo come la scelta di un’ inquadratura non sia mai neutra. Inquadrare gli “ultimi” o gli spazi urbani degradati non è solo estetica, è una scelta di campo che conferisce dignità e visibilità a ciò che il potere preferirebbe lasciare nell’ombra.

Vedremo come le varie correnti artistiche nel tempo sono state influenzate o hanno influenzato i periodi storici.

Per questi motivi questa rubrica si propone di essere un antidoto alla “bolla di filtraggio”.
Invece di confermare ciò che già ti piace, andremo a cercare ciò che ti disturba, ti sorprende o ti sposta.
Recensiremo opere che non sono necessariamente nei trend, ma che sono necessarie per mantenere fresco lo sguardo.

Cercheremo di capire il perché di certe espressioni. Perché quel film ha avuto successo oggi? Cosa ci dice quella melodia della nostra solitudine moderna?

Analizzeremo l’ opera come un sintomo e cura della società.

Share the Post:
0 0 voti
Valutazione dell'articolo
0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
Translate
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x