Il nome della “libertà” è più importante dei nostri nomi
Libertà: quando pronunciamo questa parola riflettiamo e pensiamo alla sua importanza.
Quando ci sentiamo davvero liberi? Quando proviamo quella splendida senzazione di essere liberi, quell’ emozione che ogni essere umano ha il diritto di provare e di respirare?
Sicuramente quando siamo liberi da ogni catena:
che impone sistemi economici basati sulla rincorsa ad arricchirsi sulle spalle dei più poveri;
da una politica che prende in giro i cittadini chiamati ad esercitare il diritto di voto, che sfrutta le paure dei cittadini e non propone veri nuovi modelli di sviluppo e miglioramento sociale;
da una religione che predica bene e poi compie i più grandi malaffari che si possono immaginare, guidata da una cieca volontà di arricchirsi e approfittare della fede dei fedeli.
La “libertà” è possibile raggiungerla. Non crediamo che l’ abbiamo raggiunta già.
Se così fosse non ci sarebbe questa situazione sociale attuale.
Crisi economiche, politiche, guerre nel mondo.
Partiamo dal nostro piccolo mondo.
Dalle nostre piccole o grandi città.
Dalle nostre famiglie.
Per ottenerla è necessario uno sforzo e una volontà che pone delle rinuncie necessarie per liberare la “libertà”.
Sì. Avete capito bene. La “libertà” va liberata.
Va liberata dai vecchi schemi di pensiero che sono proposti dai modelli economici e politici attuali.
Solo se si comprende il significato a cui rimanda questa parola allora il cambiamento è possibile.

