I popoli chiedono sincerità ai loro leader politici.
Nelle ultime settimane in Italia, in particolare nel sud Italia, si stanno moltiplicando forme di protesta contro l’ aumento del prezzo del gasolio e sulla condizione dell’agricoltura soprattutto nel meridione.
In Sicilia e in Puglia, i manifestanti hanno bloccato le strade per protestare, contro una politica inesistente per l’ agricoltura e il prezzo esorbitante del gasolio, che negli ultimi anni è andato ad aumentare in modo continuo.
L’ agricoltura è uno dei settori più importanti che ha risentito di politiche agroalimentari che invece di portare benefici ai redditi degli agricoltori e alle loro imprese, è stato penalizzato da scelte politiche europee e nazionali completamente inefficaci.
Da decenni, manca una visione strategica economica per risollevare questo ambito produttivo.
Questa situazione ha portato il settore agricolo in una condizione critica.
L’ agricoltura è un settore molto delicato e va gestito e considerato per la sua importanza: purtroppo negli ultimi decenni è stato messo in secondo piano, per politiche europee e nazionali sbagliate che non hanno protetto tutto il compartimento agricolo, dalla produzione alla vendita dei prodotti.
A questa situazione totalmente critica si aggiunge un elevato rialzo continuo del gasolio che non permette a questi coraggiosi agricoltori di svolgere tranquillamente la loro occupazione.
E’ necessario un programma serio che non sia solo di tipo elettorale: l’ agricoltura oltre a produrre beni alimentari può essere e deve essere un traino per una soluzione alla disoccupazione e all’ integrazione di manodopera regolare.
Deve ritornare ad essere il fulcro dell’ energia produttiva italiana per competere con i sistemi agroalimentari di altri paesi e deve essere difeso.
In questi giorni anche gli autotrasportatori con il loro sciopero si sono uniti nella protesta. L’ autotrasporto, con l’uso di camion e tir, è il settore colpito maggiormente dal caro gasolio. Inoltre il trasporto delle merci è un settore altrettanto importante: non si possono ignorare i contratti degli autisti che non sono equiparati a quelli di altre categorie lavorative. Anche le loro voci vanno ascoltate e considerate in questo contesto sociale che a livello economico premia le grandi multinazionali e le piattaforme logistiche che non si fanno scrupoli a penalizzare questa categoria lavorativa.
Anche gli studenti, giovani e giovanissimi, sono scesi in piazza: per manifestare il loro dissenso contro la politica miope e oscurantista del ministro dell’ istruzione, nonché per un futuro incerto che intravedono all’ orizzonte: guerre e spese militari considerate più importanti della cultura e di un futuro lavorativo meno incerto.
Giovani studenti e non, penalizzati da politiche educative ed economiche totalmente distorte per un futuro che potrebbe mostrarsi positivo.
Le loro aspettative non possono non essere prese in considerazione. Sono le sentinelle del futuro, coloro che se non intravedono nulla di buono per gli anni a venire, hanno il diritto di manifestare, protestare e far sentire la loro voce a chi li considera ingenui e immaturi.
Come non sottolineare le varie forme di protesta che si stanno susseguendo in Europa, soprattuto in Francia e Albania.
I giovani e in particolare gli studenti, sono sempre state le sentinelle del mattino, che portano avanti e propongono progetti per un miglioramento della società, che sia in ambito educativo, che riguarda politiche ambientali o che riguarda politiche sociali e lavorative per affrontare il loro futuro.
Cari lettori, uniamoci a questi manifestanti: se scendiamo in piazza, lungo le vie, con loro ancor meglio.
Condividiamo le loro idee con amici, parenti, iniziamo una discussione con loro su questi argomenti.
Anche solo un inizio di ragionamento su questi problemi sociali, che alla fine riguardano anche chi non è coinvolto in prima persona per motivi lavorativi, è un segnale di attenzione che vale anche di più della protesta pratica, vera e propria.
Facciamo sentire a tutti questi manifestanti la nostra partecipazione seppure ideale. Le loro proposte al Governo possono avere, se ascoltate ed accolte, ripercussioni sul miglioramento della condizione di vita di ognuno di noi!

