La Chiesa cattolica e il fascismo: uno stretto rapporto
Una Chiesa (ossia una organizzazione religiosa basata su principi religiosi) può essere e diventare fascista?
Alla prima risposta verrebbe da dire no! Come può una organizzazione religiosa costituita da fedeli e suoi rappresentanti sacerdotali essere definita contigua al pensiero politico fascista ?
Prendiamo in esempio la Chiesa Cattolica Romana.
La lezione di catechesi cattolica in effetti si basa sul precetto del rispetto del prossimo, nel perdonare i peccati, nel porgere l’ altra guancia a chi compie un’ azione negativa su di noi, nel condividere ciò che abbiamo con gli altri.
Quindi ad una prima osservazione sui principi etici e morali che propugna la Chiesa Cattolica Romana, essa sembra perseguire fini che anche le democrazie si propongono di raggiungere.
La Chiesa in questo senso, ha come obiettivo il raggiungimento di valori democratici, la difesa e il rispetto delle libertà individuali e umane.
E se vi dicessi che tutta questa impalcatura dottrinale è diventata ed è solo di facciata??
Ecco alcune considerazioni sul mio punto di vista che voglio condividere con voi.
Primo punto
Cosa lega storicamente la Chiesa Cattolica al fascismo?
Per capirlo bisogna tornare indietro nel tempo, ad un importante evento politico e giurisdizionale che si ebbe nel 1929.
- Anticlericalismo iniziale: nelle sue origini (1919), il movimento fascista di Benito Mussolini era fortemente anticlericale e ostile alla Chiesa, minacciandone i beni e scontrandosi con le organizzazioni cattoliche e il Partito Popolare Italiano (PPI) guidato da Don Luigi Sturzo.
- La svolta politica: intorno al 1921, Mussolini capì che per consolidare il proprio potere in un Paese a forte maggioranza cattolica era necessario trovare un accordo con il Vaticano, abbandonando i toni antireligiosi e vedendo nella Chiesa un argine contro il socialismo e il comunismo.
- Liquidazione del Partito Popolare: il Vaticano, sotto il pontificato di Pio XI, favorì progressivamente la liquidazione del PPI (partito Popolare), imponendo le dimissioni e l’ esilio a Don Luigi Sturzo.
- I Patti Lateranensi (1929): l’ 11 febbraio 1929 vennero firmati i “Patti Lateranensi”, che posero fine alla “Questione Romana”.
Cosa sono i “Patti Lateranensi”?
Le origini: dall’anticlericalismo all’alleanza (1919–1929)
L’ accordo comprendeva:
• Il riconoscimento dello Stato della Città del Vaticano.
• Il cattolicesimo come religione di Stato.
• Vantaggi economici e civili per il clero, il riconoscimento del matrimonio religioso e l’ introduzione dell’ insegnamento della religione cattolica nelle scuole.
Come si arrivò a questo Concordato tra lo Stato italiano, all’ epoca rappresentato dal regime fascista guidato da Mussolini e lo Stato del Vaticano?
E’ necessario ricordare che in quel momento storico trovò il suo apice il clerico-fascismo (o fascismo clericale).
Con questa locuzione della dialettica politica si intendono propriamente le spinte interne al movimento fascista ed agli ambienti della Chiesa cattolica che separatamente operavano nei rispettivi organismi tendendo ad un avvicinamento fra le due entità, prima di giungere ad un vero e proprio mutuo riconoscimento.
Di questa espressione è stato fatto anche uso traslato, ad indicare supposti favoritismi politici o materiali dello stato verso la Chiesa cattolica. Vi è stato inoltre chi ha utilizzato la locuzione per definire con essa altri generi di fusione o comunque estrema prossimità di regimi non considerati liberali con le gerarchie ecclesiastiche.
Il termine è anche usato spregiativamente a connotare azioni od indirizzi della Chiesa cattolica politicamente giudicati “fascisti”, nell’ accezione più vasta (in genere in senso di illiberalità, antidemocraticità ed anticomunismo) di quest’ ultimo termine.
Cosa prevedono “Patti lateranensi” ?
I Patti lateranensi, firmati nel febbraio del 1929, rappresentano l’ apice del collaborazionismo tra Mussolini e la Santa Sede e, i vari articoli che compongono il Concordato e la convenzione finanziaria, mostrano chiaramente le motivazioni sottostanti questo accordo. Il duce sacrificò alcune delle prerogative fondamentali dello Stato italiano al solo scopo di ottenere il sostegno delle gerarchie ecclesiastiche e di mantenere un controllo più saldo sui cattolici inseriti nelle organizzazioni legate al Vaticano.
Come primo punto sicuramente è da sottolineare la risoluzione dell’ annosa “Questione romana”, contesa risolta grazie al riconoscimento da parte del Regno d’ Italia di quello che ancora oggi è lo Stato della Città del Vaticano e, dall’ altra parte, il riconoscimento da parte della Santa Sede del Regno d’ Italia con capitale a Roma.
Ma ci sono anche altri punti profondamente interessanti che chiarificano molto bene perché questo Concordato sia stato definito da Pio XI: “se non il migliore di quanti ce ne possano essere, certo tra i migliori”.
• Art 1, Trattato: “La religione cattolica, apostolica e romana è la sola religione dello Stato.”
- Art 10, Trattato: “I dignitari della Chiesa e le persone appartenenti alla Corte Pontificia, […] saranno sempre ed in ogni caso rispetto all’ Italia esenti dal servizio militare, dalla giuria e da ogni prestazione di carattere personale.”
- Art 17, Trattato “Le retribuzioni, di qualsiasi natura, dovute dalla Santa Sede, dagli altri enti centrali della Chiesa Cattolica e dagli enti gestiti direttamente dalla Santa Sede anche fuori di Roma, a dignitari, impiegati e salariati, anche non stabili, saranno nel territorio italiano esenti, a decorrere dal 1° gennaio 1929, da qualsiasi tributo tanto verso lo Stato quanto verso ogni altro ente.”
- Art 1, Convenzione finanziaria: “L’Italia si obbliga a versare, allo scambio delle ratifiche del Trattato, alla Santa Sede la somma di lire italiane 750.000.000 ed a consegnare contemporaneamente alla medesima tanto Consolidato italiano 5% al portatore del valore nominale di lire italiane 1.000.000.000.”
Queste ultime furono le cifre che, non Mussolini, ma tutti i contribuenti e lavoratori italiani pagarono per la “pace religiosa”, o meglio, per il consolidamento del regime fascista.
Mussolini aveva così abbandonato l’ anticlericalismo di facciata per stringere un legame profondo con la Chiesa e usare la stessa per dare una copertura ideologico-religiosa al suo regime.
In particolare, l’ articolo 12 stabiliva che, durante le messe domenicali e nelle festività religiose, il celebrante della Messa Conventuale dovesse cantare una preghiera per la prosperità del Re d’ Italia e dello Stato fascista italiano.
L’ articolo 19 prevedeva che, prima di nominare arcivescovi e vescovi, la Santa Sede dovesse assicurarsi che il governo italiano non avesse obiezioni di natura politica sulle nomine proposte. Infine, l’articolo 20 obbligava i vescovi, prima di assumere la guida delle loro diocesi, a prestare giuramento di fedeltà nelle mani del capo dello Stato, ovvero il duce stesso.
Secondo punto
-I “Patti ” rinnovati
I Patti Lateranensi, firmati originariamente l’ 11 febbraio 1929, hanno subito una profonda modifica strutturale con l’ Accordo di Villa Madama del 18 febbraio 1984, che ha ridefinito radicalmente i rapporti tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede.
I Patti del 1929 nacquero divisi in tre parti: un Trattato (che creò lo Stato della Città del Vaticano e risolse la “questione romana”), una Convenzione Finanziaria (un indennizzo economico alla Chiesa) e un Concordato (che regolava la vita civile e religiosa della Chiesa in Italia).
Mentre il Trattato è rimasto sostanzialmente intatto, il Concordato è stato interamente riscritto nel 1984 per adeguarlo ai principi della Costituzione repubblicana.
Le principali modifiche del 1984
La revisione del 1984, firmata dall’ allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi e dal cardinale Agostino Casaroli, ha introdotto cambiamenti fondamentali:
La religione cattolica è l’unica religione dello Stato italiano.
Abrogato. Viene sancito il principio di laicità dello Stato.
Ora di Religione
L’ insegnamento della dottrina cattolica nelle scuole pubbliche è obbligatorio.
Diventa facoltativo. Gli studenti scelgono liberamente se avvalersene o meno.
Finanziamento
Lo Stato versava direttamente stipendi ai sacerdoti (la “congrua”).
Sostituito dal meccanismo dell’8 per mille sulla dichiarazione dei redditi.
Matrimonio
Riconoscimento degli effetti civili del matrimonio religioso (senza possibilità di divorzio civile).
Resta il matrimonio concordatario, ma lo Stato applica le proprie leggi civili (incluso il divorzio).
Lo stato attuale dei rapporti giuridici tra Stato italiano e Chiesa cattolica
Oggi i rapporti tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica sono regolati dal nuovo Concordato del 1984 (reso esecutivo con la Legge n. 121 del 25 marzo 1985), integrato dai principi costituzionali.
- Rilevanza Costituzionale (Articolo 7): la Costituzione Italiana stabilisce che lo Stato e la Chiesa sono indipendenti e sovrani.
I Patti Lateranensi regolano i loro rapporti: se entrambi sono d’ accordo, le modifiche si fanno con legge ordinaria senza toccare la Costituzione. Se lo Stato volesse modificarli unilateralmente, dovrebbe ricorrere a una legge di revisione costituzionale. - Modello per altre religioni: il sistema pattizio ha aperto la strada alle cosiddette Intese (regolate dall’Articolo 8 della Costituzione), ovvero accordi bilaterali che lo Stato italiano firma oggi anche con le confessioni religiose diverse da quella cattolica.
Terzo punto
- Il fascismo clericale non è mai scomparso dalla Chiesa
La Chiesa quindi è una struttura clericale composta da persone, sacerdoti e rapprensentanti del Papa (Vescovi), quindi esseri umani che prima di svolgere le proprie funzioni e poteri rappresentativi civili e religiosi, portano avanti e seguono un loro orientamento politico.
La Chiesa è infatti un organismo che opera all’ interno della società.
Come ogni organismo, proprio perchè costituita da uomini che hanno la capacità di nascondere e falsare le proprie dichiarazioni,
è semplice che dietro l’ apparenza del messaggio cristiano annunciato, si nasconda solo apparenza e sia solo di facciata.
Alla società odierna oltre al messaggio scolastico di catechesi, interessano le scelte politiche vere che hanno ripercussioni sui diritti civili della popolazione.
Basta nascondersi dietro al messaggio cristiano per difendere diritti umani solo in apparenza!
L’ umanità vuole risposte concrete e non mascherate!
Vogliamo conoscere tutti i segreti criminali che la Chiesa ancora nasconde con l’ avallo dello Stato italiano !
Diciamo no al fascismo anche all’ interno della Chiesa Cattolica, un fascismo subdolo, mascherato ma ancora presente !

